La FamaPlast è nata nel 1979 come azienda terzista dedita alla saldatura di sacchetti in polietilene: shoppers, pattumiere, ecc. Dopo sei anni di attività , nel 1985, viene maturata una decisione molto importante, cioè quella di abbandonare la lavorazione per conto terzi e dedicarsi alla trasformazione dei polimeri in prodotti finiti da destinare al mercato. Con l'acquisto del primo estrusore, e continuando l'attività di saldatura, la FamaPlast già ai primordi della nuova struttura è riuscita a garantire un'efficiente produzione. Nonostante le numerose difficoltà iniziali questa scelta si è rivelata vincente consentendo, in poco tempo, una veloce crescita aziendale ed un forte consolidamento sul mercato internazionale.
Più tardi, in un contesto concorrenziale sempre più esasperato, l'idea di ottimizzazione delle risorse e l'esigenza costante di soluzioni tecnologiche avanzate ed innovative hanno determinato, nel 1991, un'ulteriore innovazione dell'azienda che, affiancando al processo di trasformazione il riciclo meccanico degli imballaggi in polietilene, diviene anche un'impresa riciclatrice di materie plastiche. La giusta intuizione di poter ottenere un prodotto finito (in particolare sacchi per R.S.U. - rifiuti solidi urbani-) attraverso il reimpiego di "rifiuti" plastici ha portato la FamaPlast ad intraprendere una tecnologia di riciclo che le consente di recuperare materie polimeriche già trattate per riportarle ad essere trasformate e lavorate nello stesso modo in cui vengono trasformate le materie plastiche vergini. Questo cambiamento, in largo anticipo rispetto alle recenti direttive imposte dal Decreto Ronchi, ponendosi lo scopo di adottare, nel rispetto dell'ambiente, tecnologie finalizzate ad un migliore sistema organizzativo - gestionale congruente con le più avanzate soluzioni manageriali, ha reso la Fama Plast in grado di attuare nuove dinamiche aziendali.